domenica 10 aprile 2011

Il Libro del Siracide, capitolo tredicesimo, come comportarsi con i potenti

Leggendo la Bibbia, come faccio spesso soprattutto quando sento l'esigenza di comunicare con Dio, aprendo una pagina a caso mi sono imbattuto in questo meraviglioso capitolo del Libro del Siracide che spiega agli uomini come interagire con i potenti. Così ho capito che ancora una volta non ero arrivato per strane coincidenze a questa pagina importante della sacra scrittura, ma per volontà di Dio. Difatti mai come oggi in una società corrotta e degradata abbiamo bisogno di chi ci guidi nella retta via e ci insegni con parole di Vita Eterna a saper convivere e sopravvivere con una schiera di uomini ormai imbevuti di modernismo e prostituzione fisica e morale.

Siracide 13

1 Chi maneggia la pece si sporca,
chi frequenta il superbo diviene simile a lui.
2 Non portare un peso troppo grave,
non associarti ad uno più forte e più ricco di te.
Come una pentola di coccio farà società con una caldaia?
Questa l'urterà e quella andrà in frantumi.
3 Il ricco commette ingiustizia e per di più grida
forte,
il povero riceve ingiustizia e per di più deve scusarsi.
4 Se puoi essergli utile, approfitterà di te;
se hai bisogno, ti abbandonerà.
5 Se possiedi, vivrà con te;
ti spoglierà e non ne avrà alcuna pena.
6 Ha bisogno di te? Ti imbroglierà, ti sorriderà
e ti darà una speranza, ti rivolgerà belle parole
e domanderà: «Di che cosa hai bisogno?».
7 Ti farà arrossire con i suoi banchetti,
finché non ti avrà spremuto due o tre volte.
Alla fine ti deriderà; poi vedendoti ti eviterà
e scuoterà il capo davanti a te.
8 Sta' attento a non lasciarti imbrogliare
né umiliare per la tua stoltezza.
9 Quando un potente ti chiama, allontànati;
egli ti chiamerà sempre di più.
10 Non essere invadente per non essere respinto,
ma non allontanarti troppo per non essere dimenticato.
11 Non credere di trattare alla pari con lui
e non fidarti delle sue molte parole;
12 con la sua molta loquacità ti metterà alla prova
e quasi sorridendo ti esaminerà.
13 Spietato chi non mantiene le parole,
non ti risparmierà maltrattamenti e catene.
14 Guardati e sta' attento,
perché cammini insieme alla tua rovina.
15 Ogni creatura vivente ama il suo simile,
ogni uomo il suo vicino.
16 Ogni essere si accoppia secondo la sua specie;
l'uomo si associa a chi gli è simile.
17 Che cosa vi può essere in comune tra il lupo e
l'agnello?
Lo stesso accade fra il peccatore e il pio.
18 Quale pace può esservi fra la iena e il cane?
Quale intesa tra il ricco e il povero?
19 Sono preda dei leoni gli ònagri nel deserto;
così pascolo dei ricchi sono i poveri.
20 La condizione umile è in abominio al superbo,
così il povero è in abominio al ricco.
21 Se il ricco vacilla, è sostenuto dagli amici;
se il povero cade, anche dagli amici è respinto.
22 Se cade il ricco, molti lo aiutano;
dice cose insulse? Eppure lo si felicita.
Se cade il povero, lo si rimprovera;
se dice cose assennate, non ci si bada.
23 Parla il ricco, tutti tacciono
ed esaltano fino alle nuvole il suo discorso.
Parla il povero e dicono: «Chi è costui?».
Se inciampa, l'aiutano a cadere.
24 La ricchezza è buona, se è senza peccato;
la povertà è cattiva a detta dell'empio.
25 Il cuore dell'uomo cambia il suo volto
o in bene o in male.
26 Indice di un cuore buono è una faccia gioiosa,
ma la scoperta di proverbi è un lavoro ben faticoso.

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